Tories e Ue, un (dis)amore lungo 40 anni
La crisi dell'euro agita le acque anche nel Paese della sterlina: ministri e backbenchers Tory chiedono a Cameron di rivedere il rapporto tra Londra e Bruxelles
1973: Heath firma e suona Beethoven |
Le acque nel governo di coalizione britannico sono agitate per la richiesta a Cameron di rivedere la relazione UK-EU da parte di 80 backbenchers del partito del premier. A loro si sono accodati anche due pezzi grossi dei Tory e del governo, come il capo del Foreign Office, William Hague e il ministro del Lavoro, Iain Duncan Smith, entrambi ex leader dei Conservatori negli anni della traversata del deserto all'opposizione, complice la macchina da consensi blairiana.
settembre '88: il celebre discorso di Maggie a Bruges |
Gli euroscettici affermano di 'averci visto giusto sull'euro' e fanno velatamente capire che qualsiasi richiesta a Cameron dovrà tenere conto anche della presenza dei LibDems nel governo, un partito che da sempre sostiene l'avvicinamento del Regno Unito a Bruxelles e l'allentamento della 'relazione speciale' con gli Usa.
Si rifanno alle politiche di Margaret Thatcher, il premier britannico più in odio a Bruxelles tra quelli britannici, costretta alle dimissioni nel 1990 proprio per la sua contrarietà allo Sme e ad alcuni commenti non proprio eleganti nei confronti dei colleghi tedeschi. Il loro think-tank di riferimento è il Bruges Group, il cui nome si riferisce al celebre discorso anti-federalista e anti super-stato europeo, che la Lady di Ferro pronunciò nella città belga nel settembre 1988.
Il ministro inglese per gli Affari europei, Lidington, un Tory, si è affrettato ad affermare che il Regno Unito ha più vantaggi che svantaggi nello stare nell'Unione, ma la questione, spesso sottovalutata anche dai più autorevoli commentatori internazionali, rimane. Dopo gli anni dell'europeismo moderato e depoliticizzato di Blair, l'Europa torna a essere terreno di battaglia sia all'interno del governo di coalizione, sia all'interno del partito Tory. I tempi in cui Winston Churchill parlava di Stati Uniti d'Europa o il laburista Roy Jenkins presiedeva la commissione europea, sembrano davvero sbiaditi nel tempo.
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